Macchine di lavaggio

Syntech realizza i propri impianti per il lavaggio e il trattamento per ogni tipo di materiale in molteplici settori, guida il cliente nella scelta della migliore soluzione di trattamento superficiale e lo supporta con prove pre produzione.
La vasta gamma offerta è completata da: impianti multi vasca ad ultrasuoni, impianti a tappeto e a tunnel, unità di asciugatura e di demineralizzazione.

Come funziona il lavaggio ad ultrasuoni

Il lavaggio ad ultrasuoni pulisce i componenti sfruttando la cavitazione, non l’azione meccanica di spazzole o getti: per questo raggiunge fori ciechi, filetti e intercapedini che nessun getto d’acqua riuscirebbe a lavare.

Il principio: la cavitazione

Sul fondo o sulle pareti della vasca sono applicati dei trasduttori piezoelettrici, alimentati da un generatore che converte la corrente di rete in un segnale ad alta frequenza. I trasduttori vibrano e trasmettono al liquido onde di pressione che si alternano rapidamente tra compressione e depressione.

Nella fase di depressione si formano microscopiche bolle di vapore; nella compressione successiva quelle bolle collassano su sé stesse. È l’implosione, non l’esplosione, a fare il lavoro: ogni collasso genera per una frazione di microsecondo un micro-getto ad altissima velocità e una temperatura locale elevatissima, concentrati su un’area minuscola. Moltiplicato per milioni di bolle al secondo, questo produce un’azione di distacco dello sporco capillare e uniforme.

Il punto chiave è che la cavitazione agisce ovunque arrivi il liquido: se il detergente entra in un foro cieco, lì dentro avviene la pulizia esattamente come sulla superficie esterna.

Le frequenze: 20 e 40 kHz

La frequenza determina la dimensione delle bolle e quindi il carattere del processo. Gli impianti Syntech lavorano a 20 kHz e 40 kHz, le due frequenze che coprono la quasi totalità delle applicazioni industriali.

A 20 kHz le bolle sono grandi e le implosioni particolarmente energiche: è la scelta per sporchi tenaci, oli pesanti, paste abrasive, residui di lavorazione meccanica e pezzi robusti.

A 40 kHz le bolle sono più piccole e numerose, l’azione è più fine e uniforme e penetra meglio nelle geometrie minute: è la frequenza indicata per componenti delicati, superfici finite, ottica, elettronica e pezzi con fori ciechi o filetti stretti.

La scelta non è secondaria: su materiali teneri come alluminio, rame o leghe leggere, una frequenza troppo bassa unita a tempi lunghi può provocare erosione da cavitazione. Per questo frequenza, chimica e durata del ciclo vengono definite insieme in fase di progettazione del processo.

Detergente e temperatura

Gli ultrasuoni non lavano da soli: lavano insieme al detergente, e la chimica va scelta in funzione dello sporco e del materiale. I detergenti alcalini sono efficaci su oli, grassi ed emulsioni da lavorazione, ma vanno usati con cautela sull’alluminio; i neutri sono indicati su metalli teneri e leghe delicate; i formulati acidi servono per ossidi, calcare e passivazioni.

La temperatura è l’altro parametro decisivo: scaldare il bagno, tipicamente tra i 50 e i 70 °C per i detergenti acquosi, abbassa la tensione superficiale e rende la cavitazione più efficace. Avvicinandosi troppo all’ebollizione, però, l’effetto si degrada, perché le bolle si riempiono di vapore e implodono in modo meno energico.

C’è infine un passaggio spesso ignorato: il degasaggio. Un bagno appena riempito contiene aria disciolta, che smorza la cavitazione. Facendo funzionare gli ultrasuoni per qualche minuto prima di caricare i pezzi, l’aria viene espulsa e la vasca lavora al massimo dell’efficienza.

Il ciclo completo e gli accorgimenti pratici

Nella pratica industriale il lavaggio ad ultrasuoni raramente è un’unica vasca. Un ciclo tipico prevede il lavaggio con detergente e ultrasuoni, uno o più risciacqui — l’ultimo con acqua demineralizzata, spesso prodotta per osmosi inversa, per evitare aloni e depositi di sali — e infine l’asciugatura, ad aria calda filtrata, sotto vuoto o per evaporazione assistita. Nelle configurazioni automatiche il trasferimento dei cestelli tra le vasche è gestito da manipolatori o portali, con ricette di processo programmabili.

Qualche accorgimento fa la differenza sul risultato: i pezzi non vanno mai appoggiati direttamente sul fondo della vasca, ma sistemati in cestelli che li tengano sollevati e distanziati; un carico eccessivo o pezzi che si schermano a vicenda creano zone d’ombra dove la cavitazione non arriva; il livello del liquido deve rispettare quello previsto, perché influenza la distribuzione del campo acustico.

Quando conviene

Il lavaggio ad ultrasuoni è la scelta giusta quando la geometria è complessa, quando il livello di pulizia richiesto è misurabile e ripetibile, quando i pezzi sono delicati e non tollerano azioni meccaniche e quando serve un processo automatizzabile e documentabile. È meno indicato quando lo sporco è grossolano e la geometria semplice: in quei casi una lavatrice a spruzzo può essere più rapida ed economica. Le applicazioni sono trasversali a tutti i settori, ciascuno con requisiti diversi.

Ogni impianto Syntech nasce da prove di lavaggio pre-produzione nel nostro laboratorio, per validare chimica, frequenza e tempi prima della costruzione della macchina. Contattaci per valutare insieme il processo più adatto ai tuoi componenti.

Lavaggio ad immersione e lavaggio idrocinetico

Nei nostri impianti di lavaggio ad immersione il pezzo viene immerso nella soluzione detergente e trattato con gli ultrasuoni. All’azione ultrasonica si affianca il lavaggio idrocinetico, un flusso forzato generato nella vasca dalle pompe di ricircolo, particolarmente efficace sugli oli da lavorazione: le due azioni sono integrate nella stessa macchina e combinabili nello stesso ciclo.

Il lavaggio ad immersione

Nel lavaggio ad immersione il pezzo è completamente immerso nella soluzione detergente. È la differenza sostanziale rispetto a una lavatrice a spruzzo: il liquido raggiunge fori ciechi, filettature, sottosquadri e cavità interne, cioè tutte le geometrie che un getto diretto non riesce a colpire. Durante l’immersione il cestello compie un movimento alternato verticale che rinnova continuamente il liquido a contatto con la superficie e migliora la resa degli ultrasuoni. È la soluzione adatta a lotti di pezzi minuti trattati in cestello e a particolari di forma complessa.

Il lavaggio idrocinetico

Il lavaggio idrocinetico sfrutta un flusso forzato e turbolento generato all’interno della vasca dalle pompe di ricircolo. L’azione meccanica del flusso stacca e allontana dalla superficie gli oli da lavorazione, le emulsioni e i residui trascinati dalle lavorazioni meccaniche, che tendono a restare aderenti al pezzo. A differenza di una lavatrice a spruzzo non c’è un getto diretto: l’azione è distribuita in tutto il volume della vasca, quindi non dipende dall’orientamento del pezzo nel cestello e non sollecita meccanicamente i particolari delicati.

Perché immersione, idrocinetica e ultrasuoni lavorano insieme

Nelle nostre macchine l’azione idrocinetica è integrata nella stessa vasca in cui operano gli ultrasuoni, non è un impianto separato. Il flusso idrocinetico rimuove la parte grossolana e oleosa dello sporco e mantiene il bagno in movimento; la cavitazione ultrasonica agisce invece sul particolato fine e all’interno delle cavità. Combinate nello stesso ciclo permettono di trattare pezzi che arrivano oleosi dalla lavorazione meccanica senza passaggi manuali intermedi, con tempi e temperature impostabili da pannello e ripetibili a ogni lotto.

Macchina di lavaggio Syntech SW 04-06
SYN 04 / SYN 06

Adatte a chi ha esigenze di qualità in spazi contenuti.
I modelli SYN 04 e SYN 06 sono macchine per il lavaggio ad ultrasuoni molto compatte. Sono chiuse e protette contro le contaminazioni di aria ambiente, e utilizzano un sistema di depurazione acqua incorporato.
Il processo di lavaggio è automatico ed include un sistema di pre asciugatura, mentre le operazioni di carico e scarico dei cestelli sono eseguite dall’operatore.

scheda tecnica
Macchina di lavaggio Syntech SYN 8-12
SYN 08 / SYN 12

Adatte a chi ha esigenze di performace in spazi contenuti.
I modelli SYN 08 e SYN 12 sono macchine per il lavaggio ad ultrasuoni molto compatte adatte alla pulizia profonda di svariati componenti industriali. Il processo di lavaggio è automatico ed include un sistema di pre asciugatura, le operazioni di carico e scarico dei componenti contenuti negli appositi cestelli sono eseguite dall’operatore.

Macchina di lavaggio Syntech SYN 20
SYN 20

Adatta a chi ha esigenza di qualità.
Il modello SYN 20 è una macchina di lavaggio ad ultrasuoni con processi di lavaggio che non necessitano di tutti i passaggi standard, in questo caso il cestello viene depositato solo nelle vasche interessate. Durante la fase di immersione i cestelli compiono un movimento alternato verticale che incrementa l’azione degli ultrasuoni migliorando la qualità del lavaggio.

scheda tecnica
Macchina di lavaggio Syntech SYN 30
SYN 30

Il modello SYN 30 è una macchina di lavaggio ad ultrasuoni adatta a chi ha specifiche esigenze di produttività. È chiusa e protetta contro la contaminazione di aria ambiente.
La macchina è composta da una serie di vasche, asservite da un automatismo posto nella zona posteriore che provvede all’avanzamento dei cestelli contenitori verso la zona di scarico.

Macchina di lavaggio manuale Syntech SYN 30
SYN 30 manuale

Adatta a chi ha esigenza di produttività variabile.
Il modello SYN 30 a movimentazione e caricamento manuale è un modulo di lavaggio e sgrassaggio ad ultrasuoni adatto alla pulizia profonda di svariati componenti industriali.

Scheda tecnica
Macchina di lavaggio Syntech serie SW-L
SW + L

Il valore aggiunto della SW + L rispetto alla serie SW si può racchiudere in tre punti:
1 – Automatismo di sollevamento
2 – Protezione superiore
3 – Sistema di aspirazione
Una macchina di lavaggio ad ultrasuoni adatta a chi ha specifiche esigenze di produttività

Impianto di lavaggio Syntech SYN 300
SYN 300

Adatta ha specifiche esigenza di  produttività.
Il modello SYN 300 è una macchina di lavaggio ad ultrasuoni dove si possono eseguire processi di lavaggio che non necessitano di tutti i passaggi standard, in questo caso il cestello viene depositato solo nelle vasche interessate.
L’operazione di carico e scarico dei componenti contenuti negli appositi cestelli è eseguita dall’operatore.

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